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Pompe di Calore

Geotermico

L’energia geotermica

L’energia geotermica può essere sinteticamente indicata come il calore presente nel sottosuolo in quantità e a temperature pressoché costante per tutto l’anno, a prescindere dalle condizioni climatiche esterne. Questo calore può essere utilizzato se nel suolo viene immersa una tubazione all’interno del quale circola un fluido (acqua o acqua glicolata) ad una temperatura inferiore a quella del suolo.

In ogni punto della superficie terrestre è presente un flusso di calore che, proveniente dal mantello terrestre (strato semifluido di roccia ad elevate temperature), si trasmette per conduzione attraverso le formazioni rocciose della crosta terrestre.
L’intensità del flusso geotermico è legata alla profondità alla quale nel punto considerato si trova il mantello terrestre e determina un gradiente di temperatura che varia generalmente da 0,10 K/m a 0,0167 K/m.
La dicitura K/m sta ad indicare la variazione di temperatura (in aumento se si scende, in diminuzione se si sale) rispetto alla quota zero, ovvero al livello della superficie. Quindi ad esempio se il gradiente di temperatura è 0,10 K/m per ottenere una differenza di 1 K bisognerà portarsi a una profondità di 10 m.
Così quindi tra la parte profonda e quella superficiale di una sonda geotermica verticale da 100 m, sempre considerando un gradiente di 0,10 K/m, ci sarà una differenza di temperatura di 10 K. Il fenomeno fisico brevemente descritto consente di ottenere migliori prestazioni di scambio termico in profondità grazie all’utilizzo di sonde geotermiche (particolari scambiatori di calore che consentono di recuperare il calore contenuto nel terreno, descritti nel dettaglio più avanti).
Tale fenomeno è chiaramente sfruttabile se il sistema geotermico utilizzato prevede l’adozione di sonde geotermiche verticali di idonea profondità.